Post in evidenza

Firenze: Musica e teatri a un euro per i giovani.

Il Comune di Firenze ha programmato un’iniziativa mirata ad avvicinare i più giovani alla cultura e alle arti. In particolare sono coinvolti i giovani con età compresa dai 18 ai 25 anni; essi, tutti i Venerdì, potranno fare accesso agli eventi del Maggio Musicale, ed al Teatro Verdi (in previsione degli spettacoli dell’Orchestra Toscana) al costo simbolico di 1,00 euro. Di seguito sono proposte entrambe le programmazioni.

Maggio Musicale Fiorentino

Venerdì 1 febbraio ore 20.00: M° Zarpellon (Ciclo Mozart) Teatro Goldoni
Venerdì 8 febbraio ore 15.30: Prova Antegenerale Cavalleria Rusticana/Un mari à la Porte
Venerdì 15 febbraio ore 20 : Prova d’insieme M° Chauhan
Venerdì 22 febbraio ore 20 : Madama Butterfly
Venerdì 1 marzo ore 20: Concerto M° Luisi Ciclo Mahler
Venerdì 8 marzo ore 20: Concerto M° Anna Rakitina
Venerdì 15 marzo ore 15.30: Prova Antegenerale La Clemenza di Tito
Venerdì 22 marzo ore 20: La Clemenza di Tito
Venerdì 5 aprile ore 20.00: La Leggenda dell’Olandese Volante

Orchestra della Toscana

giovedì 7 febbraio 2019 ore 21.00 | GIORDANO BELLINCAMPI direttore | PIETRO DE MARIA pianoforte
giovedì 14 febbraio 2019 ore 21.00 | EDUARDO STRAUSSER direttore | JAN LISIECKI pianoforte 
martedì 26 febbraio 2019 ore 21.00 | FEDERICO MARIA SARDELLI direttore | ERICA PICCOTTI violoncello
martedì 5 marzo 2019 ore 21.00 | Concerto di Carnevale DANIELE RUSTIONI direttore | FRANCESCA DEGO violino
giovedì 28 marzo 2019 ore 21.00 | NIKLAS BENJAMIN HOFFMANN direttore | ALEXANDER MALOFEEV pianoforte
giovedì 4 aprile 2019 ore 21.00 | MAXIME PASCAL direttore | PEPPE SERVILLO voce recitante
mercoledì 17 aprile 2019 ore 21.00 | Concerto di Pasqua MARKUS STENZ direttore | MICHELE MARELLI corno di bassetto
mercoledì 8 maggio 2019 ore 21.00 | MARIO BRUNELLO direttore e violoncello 
giovedì 16 maggio 2019 ore 21.00 | DANIELE RUSTIONI direttore | EDGAR MOREAU violoncello



IL BAGNO AD ASNIERES DI SEURAT: CAPOLAVORO DEL NEOIMPRESSIONISMO FRANCESE

a cura di Alessia Amato

Visualizza la scheda redattrice

All’età di 25 anni, Georges Seurat padre del puntinismo – divisionismo dipinse tra il 1883 ed il 1885 il Bagno ad Asnières conservata alla National Gallery di Londra dal 1961. Una scelta sociale distante dai luoghi così cari agli impressionisti. La sua preparazione fu molto laboriosa: fu realizzato in studio, sulla base di diversi disegni tracciati uno ad uno dal vivo. Il tema è ricorrente nella pittura della seconda metà dell’Ottocento e mostra lo svago dei parigini lungo le rive della Senna. 

Seurat aveva l’abitudine di far precedere le proprie opere da un altissimo numero di lavori preparatori. Egli, infatti, considerava la pittura come applicazione e dimostrazione di teorie derivate da moderni studi sulla scomposizione della luce e dall’analisi dei principi compositivi di natura geometrica. 

Il Bagno ad Asnières e la Grande Jatte di Seurat - Arte Svelata
Particolare del dipinto.
  1. È una splendida domenica di sole, l’acqua è fresca e l’erba è morbida in questa tela sul cui sfondo riconosciamo la periferia di Clichy, con le ciminiere moderne ed un ponte ferroviario sullo sfondo. In primo piano un gruppo di uomini, probabilmente operai, si stanno rilassando in riva al fiume. Uno di essi, al centro del dipinto, si è tolto tutti i vestiti e, rimasto in costume, si è seduto sulla sponda del corso d’acqua con le gambe in ammollo. Un altro è già in acqua e sembra soffiarsi sulle mani per scaldarsi forse. Un altro ancora, sul bordo del dipinto, è sdraiato su un fianco con un cagnolino alle sue spalle. 
  2. Le figure dei bagnanti, apparentemente disposte in modo casuale, sono in realtà collocate secondo precise linee ortogonali. La composizione è molto semplice: è basata su un taglio diagonale che segue il profilo della sponda del fiume ed accompagna la fuga prospettica verso lo sfondo. Il colore è disposto a frammenti nell’erba, come se derivasse da scomposizione ottica ma, in parte, è colore puro steso ad ampie pennellate. In generale, domina un senso di sospesa immobilità: i personaggi appaiono isolati e silenziosi. Le pose delle figure sono rigide, quasi monumentali. Richiamano il rigore delle statue classiche.

La semplicità delle forme e l’uso di profili regolari chiaramente definiti dalla luce, ricorda il dipinto dell’artista rinascimentale Piero della Francesca con il Battesimo di Cristo, conservato sempre alla National Gallery. Nel suo modo di creare figure viste di profilo, Seurat potrebbe anche essere stato influenzato dall’arte egizia. Un particolare colpisce: manca totalmente la comunicazione tra i personaggi che sembrano tutti persi nei loro pensieri. 

Il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca - Arte Svelata
Battesimo di Cristo (1440-50), Piero della Francesca. National Gallery, Londra.

Presentata da Seurat al Salon ufficiale di quell’anno, l’opera fu rifiutata dalla giuria. Della grande tela, infatti, non piacquero né la novità della tecnica né il soggetto e neanche il significato, che risultarono difficilmente classificabili nel confronto con i movimenti precedenti e perfino con l’Impressionismo. Il quadro, infatti, presenta sia elementi legati all’accademia, come le cinque figure in primo piano copiate da modelli in posa nel suo studio, sia motivi desunti dalla poetica impressionista, come i colori, la ripresa en plein air, la luce ed il soggetto proletario.

Seurat, in qualche modo, volle conciliare l’impressione visiva con il rigore della pittura d’atelier e puntò a idealizzare la scena. Egli eliminò i particolari contingenti e spostò un semplice episodio di vita parigina in una sfera immutabile ed eterna, dunque classica.

Donne Bretoni di Van Gogh e l’omaggio ad Emile Bernard. La nascita del Cloisonnisme

a cura di Rosa Araneo

visualizza la scheda redattrice

Émile Bernard era un grande artista che fece parte di un ristretto gruppo di pittori – tra cui Toulouse-Lautrec, Gauguin e Van Gogh – attivi a Parigi a fine Ottocento che contribuirono alla nascita della cosiddetta scuola di Pont-Aven.
Ventenne, nel 1888 Bernard divenne famoso per Donne bretoni su un prato verde che lasciò il segno nello stile pittorico del suo gruppo e nella storia dell’arte.

Donne bretoni sul prato verde (1888), Émile Bernard. Galleria d’arte Moderna, Milano.


Soprattutto Paul Gauguin fu affascinato dal dipinto, in quanto lo considerò il punto di svolta che cercava da tempo: colori puri e accesi, contorno di una linea scura, bidimensionalità, forme definite e incuranti della verosimiglianza. Anzi, Gauguin realizzò subito alcune opere copiando lo stile di Bernard e si attribuì i meriti della nascita del Cloisonnisme (così fu chiamato il nuovo movimento) tanto da far infuriare l’amico che abbandonò il gruppo. Il giovane pittore restò invece molto legato a Van Gogh – che aveva mantenuto un atteggiamento corretto nei suoi confronti – e dopo che questi si uccise, Émile Bernard organizzò anche un paio di mostre postume da cui si originò il mito del grande pittore olandese.

La visione dopo il sermone (1888), Paul Gauguin. National Gallery of Scotland, Edimburgo.

Van Gogh dipinse l’omaggio a Bernard reinterpretando il dipinto anche per via della diversa tecnica utilizzata: infatti l’originale è ad olio mentre la copia è dipinta con colori ad acquerello; egli riprese anche la linea di contorno marcata, tipica del cloisonnisme che ispirava la tecnica di Bernard. Il dipinto è realizzato con colori caldi e lo sfondo giallo copre tutta la superficie, mentre prevalgono i bruni degli abiti delle donne bretoni e i bianchi dei loro copricapi. Le figure si dispongono obliquamente a partire dall’angolo in basso a destra e la linea compositiva si sviluppa poi verso l’angolo di sinistra. L’inquadratura ricorda un taglio fotografico e incornicia una scena che sembra colta casualmente nel contesto ambientale. 

BOOGIE WOOGIE: L’ARTE CIVILE DI RENATO GUTTUSO

a cura di Rosa Araneo

visualizza la scheda redattrice

Sebbene Boogie Woogie (1953) di Renato Guttuso appaia inizialmente come una semplice satira sull’astrazione geometrica, un’analisi più attenta del lavoro rivela una critica molto più pungente della cultura italiana del dopoguerra

Renato Guttuso (Bagheria, 26 dicembre 1911 – Roma, 18 gennaio 1987)

Si ha voglia di leggerezza e in un seminterrato di Roma, un gruppo di giovani balla sulle note della Glenn Miller Orchestra, che le forze statunitensi hanno suonato mentre marciavano nella capitale italiana nel 1944. Dietro di loro c’è il famoso Broadway Boogie-Woogie di Piet Mondrian, a cui nessuno di loro presta la minima attenzione. 

Broadway Boogie-Woogie, Piet Mondrian

Le espressioni dei ragazzi però appaiono annoiate, vacue e disinteressate, quindi è evidente che il bersaglio dell’opera di Guttuso non è Mondrian, ma quegli artisti italiani che avevano abbandonato il realismo per l’astrazione. Ciascuna delle figure raffigurate si riferisce infatti a un membro del gruppo Forma, che aveva tentato di conciliare il marxismo con le dottrine del formalismo. Ma per i realisti dichiarati come Guttuso, questo gesto equivaleva semplicemente all’imitazione superficiale di un’idea straniera “alla moda”, le cui tradizioni specifiche il gruppo ignora volutamente. Proprio come il ballo che si svolge nel bar del seminterrato, questi formalisti stanno solo seguendo l’esempio degli altri; il risultato è una serie di gesti vuoti che hanno solo una banale somiglianza con l’arte di giganti del calibro di Mondrian. L’arte astratta si riduce così a mera decorazione, mentre le idee superficiali di coloro che hanno scelto di voltare le spalle al passato si traducono, come si vede nelle loro espressioni, in frustrazione o sconforto.

NATURA E SIMBOLISMO: L’ISOLA DEI MORTI DI ARNOLD BÖCKLIN

a cura di Alessia Amato

Visualizza la scheda redattrice

“Un’immagine onirica: essa deve produrre un tale silenzio che il bussare alla porta dovrebbe fare paura”.

Arnold Böcklin

Esistono artisti capaci di ritrarre nei loro quadri soggetti che evocano immagini fuori dal comune, distanti nel tempo e nello spazio ma, in un certo modo, vicine nella nostra mente. Probabilmente, è proprio questo uno degli elementi chiave del simbolismo di Arnold Böcklin creatore di questo magico stratagemma: alcuni dei suoi dipinti, difatti, sono diventati così famosi da essere oggi iconici.

Tetra ed affascinante, l’Isola dei morti realizzata in cinque versioni, è entrata a far parte dell’immaginario collettivo al punto che pittori, scrittori, musicisti e registi si sono spesso ispirati ad essa per realizzare le proprie opere. Personalità controverse ed influenti come Freud, D’Annunzio, Dalì e persino Adolf Hitler non hanno saputo resistere al suo fascino.

L'ISOLA DEI MORTI, METAFORA DELL'INACCESSIBILITÀ - Polisemantica
Paricolare de l’Isola dei morti, versione di Basilea.

Tutte le versioni del dipinto, realizzate tra il 1880 ed il 1886, raffigurano un’isola dominata da alte rocce che si riflette in uno specchio d’acqua fermo, immobile e scuro. Un personaggio vestito di bianco si sta avvicinando ad una piccola imbarcazione a remi sulla quale si può scorgere una bara ornata da festoni. Il fitto bosco di cipressi, raffigurato al centro dell’isola, rievoca sinistramente un cimitero e la fitta ombra accoglie quelle che ricordano delle lastre sepolcrali.

Gli elementi sono pochi ma sufficienti ad originare un capolavoro: ognuno, guardandola, riesce ad accostarsi a qualcosa che risiede nel suo intimo. Si tratta di un’opera figurativa e realistica nel tratto che, però, apre la porta ad una foresta di simboli. Desolazione e mistero sono le sensazioni immediate che il dipinto trasmette all’osservatore. Il silenzio che aleggia sul paesaggio sembra raccontarci l’immobilità della morte, quando tutto diventa buio e tenebre.

L’artista non fornì mai una spiegazione sul significato del dipinto e la critica lo ha considerato, a lungo, come un tributo alla mitologia greca. La figura rappresentata potrebbe essere Caronte e lo specchio d’acqua potrebbe essere il fiume Stige o il fiume Acheronte. Come modello per il paesaggio, Böcklin potrebbe essersi ispirato al Cimitero degli Inglesi a Firenze, situato accanto al suo studio. Ad alcuni, ricorda Corfù mentre, per altri, potrebbe essere Capri o il castello aragonese di Ischia.

Il cimitero degli inglesi a Firenze - Tuscany Planet
Cimitero degli Inglesi a Firenze.

Le cinque versioni si differenziano, quasi esclusivamente, per la resa atmosferica della luce. Le prime due sono molto simili mentre le successive si caratterizzano per un progressivo schiarimento delle tinte, allo scopo di conferire all’intero paesaggio una sensazione di quiete e di pace.

La terza versione, dipinta nel 1883 e data alla signora Tina Schoen-Renz, fece letteralmente innamorare Adolf Hither, che l’acquistò e la tenne appesa nel suo studio fino all’aprile del 1945, quando un generale russo la staccò e la portò con sé a Mosca.

Ma esisteranno davvero i morti sull’isola? Non lo sapremo mai. Una cosa è certa: Böcklin, in questo dipinto, ha provato a rispondere ad uno dei misteri più grandi ed oscuri e, probabilmente, ci piace sperare che un giorno ci ritroveremo tutti a vivere per l’eternità su questa silenziosa ed affascinante isola sospesa sull’acqua.

CONOSCERE LA PUGLIA: IL GARGANO. TRA FALESIE MARINE E PARCHI NATURALI

Spesso quando si parla di PUGLIA erroneamente non si attribuisce la giusta importanza all’area più a nord nota genericamente come Gargano. Il promontorio montuso, che grossomodo copre la provincia di Foggia, presenta zone molto interessanti e differenti dalle altre della regione. Numerose sono le aree boschive con pinete e paesaggi montuosi, che insieme alla bellezza della costa contraddistinguono il territorio.

Il Gargano è il monte più vario che si possa immaginare

Giuseppe Ungaretti

Cosa proponiamo in questo articolo?

  1. I borghi del Gargano
  2. Le spiagge e la costa del Gargano
  3. Il Parco Nazionale del Gargano – La Foresta Umbra
  4. San Giovanni Rotondo – la meta religiosa
  5. La cucina garganica – I piatti tipici

______

Prima di iniziare a leggere ti invitiamo ad iscriverti al nostro canale Telegram sui consigli di viaggio in Puglia: Estate in Puglia 2021 – L’isola di Omero (clicca qui per accedere direttamente). Segui @isoladiomero anche su Facebook, Instagram e Tik Tok per fruire gratuitamente i nostri contenuti culturali e di viaggi.

Ti ricordiamo in oltre che puoi richiedere piani di viaggio personalizzati scrivendo un’e-mail al contatto isoladiomero@gmail.com e specificando le caratteristiche del viaggio.

_____

1. I BORGHI:

La bellezza dei borghi del nord della Puglia è contraddistinta dai tratti medievali nei centri storici e dalla tipicità dei borghi costieri che vedono come capofila Vieste, e che comprendono anche Peschici e Rodi Garganico. Questi comuni si affacciano al mare offrendo un fascino particolare grazie alla presenza di grotte marine e di lunghe spiagge sabbiose.

Vieste: le spiagge più belle, mare e luoghi della perla del Gargano |  SiViaggia
La costa di Vieste (FG)

In particolare a Vieste si potrà essere ammaliati dalle bellezze naturali come il Pizzomunno, simbolo della città, il grande monolite in pietra calcarea alto circa 25m, che prende il nome da una leggenda: così si chiamava il giovane pietrificato dal dolore per la perdita della propria amata, causata dalla gelosia delle sirene. Nel 2018 la leggenda del bianco monolite è stata portata a Sanremo da Max Gazzè nella canzone La leggenda di Cristalda e Pizzomunno.

Il Pizzomunno: situato all’inizio della spiaggia a sud del centro abitato, detta “del Castello”, perchè dominata dal Castello Svevo.

Le altre attrazzioni della città sono la cattedrale, il castello, le torri costiere, e i tipici trabucchi, caratteristici strumenti di pesca diffusissimi lungo tuttala costa garganica e tutelati dal Parco Nazionale del Gargano.

Trabucchi, diffusi soprattutto nella costa tra Peschici e Vieste.

2. LE SPIAGGE E LA COSTA:

Da Mattinata a Vieste ci sono molte falesie, fiordi e spiagge paradisiache. Le più conosciute sono: Baia delle ZagareVignanoticaCala della PergolaPugnochiuso e Baia di Campi.

La geologia della costa garganica ci fornisce grotte marine e spettacoli unici come l’arco naturale di San Felice. Da Vieste in poi (quindi andando verso nord) la costa si fa man mano più gentile, con lunghissime spiagge sabbiose intervallate da costoni di roccia ricoperti di macchia mediterranea.

Arco di San Felice e la Baia - Vieste
Arco Naturale di San Felice.

3. IL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO – LA FORESTA UMBRA:

Proprio in quello che è definito lo sperone d’Italia è collocato il Parco Nazionale del Gargano, istituito nel 1991. Esso contiene sia le quattro Isole Tremiti che la Foresta Umbra. Gli amanti della natura potranno trovare il posto giusto per fare escursioni e avere un contatto diretto con la natura.

La Foresta Umbra è il punto nevralgico del Parco, con i suoi 10000 ettari, una vasta flora e una varia fauna.

Per raggiungerla l’unica soluzione possibile è in auto. Il suo punto centrale è il Cutino d’Umbra (il piccolo laghetto presente nel mezzo della foresta). La zona è raggiungibile da diversi punti del Gargano.

Se si arriva in autostrada, bisogna percorrere l’ A14 ed uscire al casello di Poggio Imperiale-Lesina e proseguire in direzione Vico del Gargano. Dal casello autostradale alla foresta sono 78 km.

Arrivando dai comuni garganici, il più vicino è Vico del Gargano (14 Km).

In foto: La foresta Umbra. Essa si trova nella parte più interna del Parco Nazionale del Gargano.

4. SAN GIOVANNI ROTONDO – LA META RELIGIOSA:

San Giovanni Rotondo è certamente noto come centro nevralgico del turismo religioso con migliaia di visite da tutto il mondo legate alla figura di San Padre Pio da Pietralcina.

In tal senso, nel comune foggiano i luoghi più visitati sono: il Convento di Santa Maria delle Grazie, il Santuario di Padre Pio, la chiesa di San Pio e la Via Crucis Monumentale.

Nel Santurio è anche possibile visitare la tomba con il corpo di San Pio, a cui i fedeli possono rivolgere una breve preghiera dopo avere svolto una fila a scorrimento rapido.

San Giovanni Rotondo - Gargano - Puglia
La Chiesa di San Pio, luogo sacro dal design moderno consacrato nel 2004 e che può contenere 7000 persone.

5. LA CUCINA GARGANICA – I PIATTI TIPICI:

La cucina del Gargano ha una tradizione antichissima alle spalle e si contraddistingue da piatti ricchi di sapori, nonostante gli ingredienti semplici che vengono usati. I piatti tipici da assaporare nella zona sono:

A) Bruschette fagioli e cozze.

Una ricetta utilizzata come antipasto e che prevede una cottura preliminare in padella di fagioli cannellini, cozze, pomodorini, peperoncino e prezzemolo, da adagiare successivamente su fettine di pane tostato e condito il tutto con olio extravergine d’oliva.

Ricetta bruschette fagioli e cozze: l'incontro perfetto
Bruschetta fagioli e cozze.

B) Strascinati di San Giuseppe.

Questo piatto viene preparato solitamente in occasione del 19 marzo e prevede l’utilizzo degli strascinati, pasta fresca tipica della cucina pugliese, spesso condita con ricotta fresca sciolta nel latte tiepido e con l’aggiunta di sale e pepe.

Come si fanno a mano gli Strascinati pugliesi, dal Federiciano da Miki -  StoriEnogastronomiche.it
Strascinati di San Giuseppe.

C) Salsiccia con rape.

Piatto preparato rosolando in un tegame le rape giovani con olio, aglio, alloro e peperoncino. Successivamente vengono aggiunte delle salsicce, ricoperte dalle stesse rape. Una ricetta gustosa e popolare della tradizione pugliese.

IL RITRATTO DI ADELE BLOCH-BAUER I: STORIA DI UN CAPOLAVORO

a cura di Rosa Araneo

visualizza la scheda redattrice

Ci sono quadri destinati a segnare un’epoca ed è questo il caso del Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, capolavoro indiscusso di Gustav Klimt

Esempio del periodo d’oro di Klimt, la tela si caratterizza per l’uso dell’oro, in una sorta di omaggio ai mosaici bizantini. La figura di Adele è l’unico elemento figurativo dell’opera e si trova come incastonata nello sfondo piatto e ornato da simboli. Non si può negare il fascino conturbante della sua pelle nuda, pallida ed evanescente mentre l’espressione misteriosa e le labbra così seducenti contribuiscono a darci l’idea di una sorta di divinità senza tempo.

La muse di Klimt

Un altro aspetto interessante del quadro è l’insieme delle vicende che si sono susseguite a partire dalla morte di Adele e alla successiva fuga degli eredi nel 1938 a causa delle persecuzioni naziste. 

Infatti il quadro venne confiscato dai Nazisti, andando a finire nella collezione di Hermann Göring, il quale cambiò il titolo dell’opera in Ritratto in oro, per cancellarne le origini e la protagonista non proprio ariana. 

Dopo la guerra la collezione d’arte dei Bloch-Bauer, sulla base di una volontà espressa dalla stessa Adele quando era ancora in vita, ha trovato posto nella Galleria del Belvedere di Vienna, e con lei anche il Ritratto di Adele. 

Adele Bloch-Bauer I

Ma dopo la morte della donna, le opere erano passate di proprietà del marito, che non le ha mai donate al museo e che, anzi, ha dovuto privarsene per obbligo dei Nazisti. Ciò è venuto a galla soltanto negli anni Novanta e ha portato Maria Altmann, anziana nipote statunitense di Adele, a intraprendere una battaglia legale per riavere indietro alcune opere della sua famiglia.

Solo nel 2007, Maria Altmann è riuscita ad ottenere la restituzione del ritratto che è stato venduto al miliardario Ronald Lauder a patto che fosse esposto al pubblico in modo permanente. 

SITUAZIONE VIAGGI: DOVE SI PUÒ ANDARE? DOVE FARE LA QUARANTENA E DOVE NO

La Farnesina ha suddiviso i Paesi in cui è possibile viaggiare sostanzialmente in tre differenti blocchi: l’elenco A, l’elenco C, e l’elenco D. Il primo comprende lo Stato di Città del Vaticano e la Repubblica di San Marino, per i quali non ci sono particolari restrizioni di spostamento in ingresso o in uscita; in poche parole è come se questi Paesi fossero soggetti alle stesse leggi dello Stato italiano.

Gli altri due elenchi, invece, differiscono perchè l’uno rappresenta delle prescrizioni più morbide rispetto all’altro nell’ambito dei viaggi al tempo del coronavirus.

Elenco C: Pressochè l’area europea

Ad oggi comprende:

Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, LituaniaLussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale, basi britanniche nell’isola di Cipro), Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.

__________________________________

SPOSTAMENTI dall’Italia – DAL 16 MAGGIO AL 30 LUGLIO 2021 per l’elenco C:

In base alla normativa italiana, gli spostamenti da/per i Paesi del predetto elenco sono consentiti senza necessità di motivazione (fatte salve eventuali limitazioni previste in Italia su base regionale). È sempre possibile che questi Paesi prevedano restrizioni all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

Viaggiare in Europa: la guida della Commissione Europea - Iostudio

INGRESSO/RIENTRO in Italia – DAL 16 MAGGIO AL 30 LUGLIO 2021 sempre per l’elenco C:

In base all’Ordinanza 14 maggio 2021 del Ministro della Salute, per l’ingresso in Italia, in caso di soggiorno o transito dai Paesi dell’elenco C nei 14 giorni precedenti  è richiesta la compilazione di un formulario on-line di localizzazione (denominato anche Passenger Locator Form digitali (dPLF). È inoltre obbligatorio presentare la certificazione verde Covid-19 rilasciata o riconosciuta ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lett. c), del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52 , da cui risulti di essersi sottoposti, nelle quarantotto (48) ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone e risultato negativo.

In attesa che siano diramate le necessarie linee guida in merito alla certificazione verde Covid-19, si può continuare a presentare un certificato che attesti l’effettuazione di un test molecolare o antigenico, realizzato nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Italia, condotto con tampone e risultato negativo.

Nel caso in cui  non sia possibile presentare la certificazione verde Covid-19 o un certificato che attesti l’effettuazione del test nei termini su indicati, è comunque possibile entrare in Italia, a condizione di:

  • Sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per un periodo di dieci (10) giorni, presso l’abitazione o la dimora, informando il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente per territorio;
  • Effettare un test molecolare o antigenico al termine dell’isolamento fiduciario.
CORONAVIRUS: VIAGGIARE si può? Tutte le ATTUALI REGOLE per SPOSTARSI  all'ESTERO, Paese per Paese » ILMETEO.it

Elenco D: il resto del mondo

Ad oggi comprende:

Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Stati Uniti*, Tailandia.

Probabilmente a breve altri Paesi saranno aggiunti a questo elenco.

__________________________________

Per la normativa italiana, sono consentiti gli spostamenti da/per questi Paesi senza necessità di motivazione (fatte salve eventuali limitazioni disposte in Italia a livello regionale).

Tuttavia, anche in questo caso, la rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso alcuni Paesi non esclude che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

Torneremo a viaggiare? Ripensare il turismo ai tempi del Covid-19 - Comin  and Partners

INGRESSO/RIENTRO IN ITALIA DA PAESI DELL’ELENCO D

Dal 16 al 30 luglio 2021 (fatta salva la possibilità di adottare provvedimenti diversi in questo lasso di tempo), in base all’Ordinanza 14 maggio 2021, all’ingresso/rientro in Italia, se nei quattordici (14) giorni precedenti si è soggiornato/transitato in un Paese dell’elenco D, è obbligatorio:

  • Compilare un formulario on-line di localizzazione (denominato anche Passenger Locator Form digitali (dPLF).
  • Disporre di un certificato che attesti il risultato negativo di un test molecolare o antigenico, condotto con tampone, effettuato nelle settantadue (72) ore precedenti l’ingresso in Italia, da mostrare a chiunque sia preposto ad effettuare questa verifica. 
  • Informare l’azienda sanitaria competente per territorio del proprio ingresso in Italia.
  • Sottoporsi comunque a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. Dal 18 aprile 2021, il periodo di sorveglianza è di dieci (10) giorni.
  • Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).
  • Al termine dei dieci (10) giorni di quarantena, è obbligatorio effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico, condotto con tampone. Se si è entrati in Italia prima del 18 aprile, il test al termine dei quattordici (14) giorni di isolamento non è richiesto.

Continuate a seguire il nostro blog e i nostri social per gli aggiornamenti del caso.

Fonte ufficiale: ViaggiareSicuri

Helen Keller: la prima paladina dei diritti dei disabili al mondo

a cura di Cosimo Guarini

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è profilo-copia-3.jpg

Avete mai sentito parlare di Helen Keller? Era una scrittrice, insegnante e attivista statunitense.

Sorda e cieca sin da piccolissima, non solo riuscì ad imparare a scrivere e a parlare, ma si laureò nel 1904 grazie a una volontà di ferro e all’aiuto della sua insegnante. Si può considerare, senza torto d’esser smentiti, la prima paladina dei diritti dei disabili in tutto il mondo.

Chi era Helen Keller? | Gruppo Italiano Amici della Natura
In foto: Elen Keller (Tuscumbia, 27 giugno 1880 – Easton, 1º giugno 1968) 

Alla sua vicenda si ispira il film Anna dei miracoli (1962) del regista Arthur Penn; pellicola vincitrice di due premi Oscar per la miglior attrice protagonista Anne Bancroft, e per la miglior attrice non protagonista Patty Duke. All’opera cinematografica, infatti, si deve la notorietà della storia della scrittrice, che funge anche oggi da fonte di coraggio per le persone che si trovano in situazioni simili.

«Le cose migliori e più belle non possono essere né viste né udite, ma sentite nel cuore»

Ad Helen Keller si fa risalire questa frase, che esprime nella sua semplicità tutto il senso della fatica affrontata da questa donna nel corso della sua esistenza. Una vita già non semplice per le donne del primo Novecento, travolte spesso tra pregiudizi e luoghi comuni. Figuriamoci come poteva essere nascere con una differenza fisica risepetto agli altri !

Story of my Life (Elen Keller).

Ma grazie alla maestra Anne Sullivan, che la prese a cuore sin da quando la Keller era bambina, ella riuscì a buttare giù i muri che la opprimevano. Con l’aiuto della precettrice, che le rimase accanto per circa quarant’anni, mostrò al mondo intero come la determinazione possa stimolare nel raggiungimento di risultati insperati.

Tra i libri scritti da Helen Keller ricordiamo The story of my Life (prima edizione nel 1903), l’autobiografia della scrittrice.

Dove viaggiare attualmente in Europa e nel mondo senza quarantena?

a cura di Cosimo Guarini

In Europa:

  • Spagna;
  • Francia;
  • Croazia;
  • Lussemburgo;
  • Grecia;
  • Albania;
  • Bosnia.

In questi luoghi è possibile recarsi tramite tampone molecolare tra le 48 e le 72 ore prima della partenza.

CORONAVIRUS: VIAGGIARE si può? Tutte le ATTUALI REGOLE per SPOSTARSI  all'ESTERO, Paese per Paese » ILMETEO.it

Dove viaggiare senza quarantena nel mondo?

  • Giordania;
  • Panama;
  • Tanzania;
  • Guatemala;
  • Namibia;
  • Costa Rica;
  • Turchia:
  • Seychelles;
  • Uzbekistan;
  • Messico;
  • Rep. Dominicana;
  • Emirati Arabi;
  • Zambia;
  • Kenya;
  • Mozambico;
  • Bahamas;
  • Capo Verde.

Anche per questi Paesi vale la regola delle 48/72 ore per i tamponi.

Qual è la normativa attuale in Italia sui viaggi per turismo?

Secondo il DPCM del 2 marzo 2021, si consente di volare per turismo solo verso i Paesi dell’elenco C del decreto. L’elenco è visibile sui sito di ViaggiareSicuri.

Attualmente, fino ad aggiornamenti, non è possibile viaggiare per turismo nei Paesi extra-Unione Europea.

Viaggi e vacanze ai tempi del Coronavirus: come funzionano i rimborsi?

Cosa fare al rientro in Italia?

In caso di soggiorno o transito in Paesi dell’elenco C nei 14 giorni precedenti, bisogna:

  • Compilare autodichiarazione;
  • Informare l’ASL del proprio arrivo;
  • Testo molecolare o antigenico 48 ore prima dell’arrivo in Italia.

Fonte: ViaggiareSicuri

GRAZIE PER L’ATTENZIONE: Ti invitiamo adiscriverti al nostro canale Telegram per i consigli di viaggio in Puglia per quest’estate. Clicca QUI.

TRA STORIA E LEGENDA: TARANTO, NON SOLO ILVA

______

Prima di iniziare a leggere ti invitiamo ad iscriverti al nostro canale Telegram sui consigli di viaggio in Puglia: Estate in Puglia 2021 – L’isola di Omero (clicca qui per accedere direttamente). Segui @isoladiomero anche su FacebookInstagram e Tik Tok per fruire gratuitamente i nostri contenuti culturali e di viaggi.

Ti ricordiamo in oltre che puoi richiedere piani di viaggio personalizzati scrivendo un’e-mail al contatto isoladiomero@gmail.com e specificando le caratteristiche del viaggio.

_____

a cura di Alessia Amato

Visualizza Scheda Redattrice

Potrebbe essere un primo piano raffigurante Alessia Amato e muro di mattoni

Raccontare o tentare di descrivere le proprie radici non è mai facile. Soprattutto, se si tratta di una terra oggetto di luoghi comuni difficili da sfatare. Si rischia di apparire troppo imparziali, emotivi o semplicemente banali. Eppure, quelle strade percorse tante volte che conosco a memoria, mantengono un fascino sul quale è impossibile non soffermarsi. 

Taranto, per me, è amore e odio. Una relazione turbolenta, fatta di alti e bassi, alla quale però non so rinunciare. Da qualche anno a questa parte, quando si parla di lei, il discorso inevitabilmente cade sull’Ilva e su tutto quello che essa comporta: inquinamento e morte. L’Ilva è il più grande siderurgico d’Europa, attivo dagli anni ’70 circa e tremendamente inquinante. Lo sa bene la terra che ogni giorno calpestiamo, lo sanno bene gli operai costretti al silenzio da un pesante ricatto salute – lavoro che pesa sulle loro coscienze, lo sa bene l’aria fatta di polveri che intossicano e uccidono. 

Il Castello Aragonese di Taranto - Monumento - Italyra
Castello Aragonese, Taranto.

Eppure, credetemi, Taranto è più di tutto questo. Taranto è storia, capitale della Magna Grecia, scelta per la sua felice posizione sul mare. Taranto è bellezza, per il Castello Aragonese e le Colonne Doriche. Taranto è accoglienza, con un porto pieno di pescatori ogni mattina e di cozze famose in tutto il mondo. Taranto è la Città Vecchia, il suo cuore pulsante con le viuzze strette tra palazzi antichi e i panni stesi al sole. È la bellezza di un tramonto di cui godere dal suo lungomare con il Ponte Girevole che si alza ad ogni passaggio di nave. 

Curiosi? Allora, seguitemi.

Taras, l’antica colonia spartana, vanta un glorioso passato e rappresenta una tappa molto interessante da un punto di vista artistico – culturale. Morfologicamente rara, fu scelta per la sua singolare posizione a cavallo tra due mari: il Mar Grande e il Mar Piccolo e come ambiente ideale per lo sviluppo di una flora e di una fauna in grado di ospitare i delfini insieme alle isole di San Pietro e Paolo

Il Castello Aragonese, collocato nel punto più estremo del Borgo Antico, vanta una lunga storia da poter ammirare partecipando alle visite guidate organizzate tutto l’anno a cura della Marina Militare. La fortezza fu edificata nel 1486 sulla base di una struttura di epoca normanna mantenendo, come nucleo centrale, una fortezza realizzata dai Bizantini per proteggersi dai Saraceni. 

Le Colonne Doriche, resti del Tempio di Poseidone, salutano i turisti in vacanza che oltrepassano il Ponte Girevole pronte a narrare storie di epoche lontane. Ancora oggi non si sa esattamente a quale dio pagano fosse dedicato questo grande tempio. Il ritrovamento di alcune statuette in terracotta raffiguranti figure femminili ha portato alla luce una teoria secondo la quale il complesso monumentale fosse dedicato ad una dea tra Artemide, Persefone ed Era.

Accanto al sito archeologico nel quale si ergono le Colonne Doriche, troviamo la principale via di accesso alla Città Vecchia, via Duomo, che conduce direttamente alla Cattedrale di San Cataldo nella quale sono custodite le reliquie del santo patrono della città. Trovo molto suggestiva la festa patronale in onore del santo, celebrata dall’8 al 10 maggio, in occasione della quale le imbarcazioni dei diversi rioni cittadini si sfidano in un palio via mare.

Lungomare di Taranto - YouTube
Lo splendido lungomare di Taranto.

Tornando alla città ferma, è possibile ammirare il Lungomare della città ed il Golfo di Taranto che d’estate si colora di mille tinte diverse che, riflettendosi nelle acque, donano ai passanti uno spettacolo suggestivo sempre originale. Un lungomare “in quota” uno dei più alti che esistano che fu realizzato nel 1400 per esigenze difensive. Ai giardini pensili sottostanti si accede attraverso una rampa di scale che termina direttamente sugli scogli. Quando, ad esempio, mi sento triste o ho solo bisogno di staccare da tutto mi rifugio su questi scogli e, munita di cuffie, ascolto la musica pensando a quanto sia stata fortunata a nascere qui. 

Dalla ringhiera della Città Vecchia è possibile ammirare le Sirene di Taranto. Realizzate dallo scultore Francesco Trani, costituiscono una cornice suggestiva per chi osserva la città dal mare. Anche loro hanno una leggenda degna di nota, la leggenda di Skuma: una fanciulla sposata ad un pescatore, un giorno cedette alle lusinghe di un altro uomo. Il marito, tradito ed offeso, la spinse in acqua e le sirene, arrivate in soccorso alla ragazza e colpite dalla sua bellezza, la incoronarono loro regina con il nome di Skuma. Nel frattempo, il pescatore si pentì del suo gesto e l’unico modo per salvare la sua amata era raccogliere il fiore di corallo bianco dal giardino delle sirene. Alla fine riuscì a liberare la moglie, gettando le sirene nella più totale disperazione.

Le Sirene di Taranto: una storia d'amore | by Le Barchette Taranto | Medium
Le Sirene di Taranto.

A chi sceglie la mia città come méta turistica, consiglio sempre di visitare il MARTA. Chi è? È l’acronimo di Museo Archeologico di Taranto. Ha l’onore e la responsabilità di illustrare le antiche origini della comunità ionica. E devo ammettere che assolve bene al suo compito. Il Museo si trova nel centro, superato il Ponte Girevole che collega la parte vecchia al borgo fatto di case ottocentesche, strade ampie e piazze. È uno dei musei archeologici più grandi d’Italia e custodisce, al proprio interno, una collezione vastissima che va dall’età preistorica all’età medievale soffermandosi su quella, forse, più importante per comprenderne le origini: la greca. La polis è narrata, al suo interno, attraverso i segni tangibili che ha lasciato: segni non troppo evidenti alla luce del sole essendo una città cresciuta su se stessa, con una continuità di vita che non ha conosciuto interruzioni ma fatta di ritrovamenti sporadici sufficienti a delineare l’organizzazione dello spazio urbano. 

Museo Nazionale Archeologico di Taranto - MArTA - Puglia
MARTA. Scultura con la Testa di Eracle all’ingresso del Museo.

Un appuntamento imperdibile per i tarantini è quello dei Riti della Settimana Santa nei giorni che precedono la Pasqua. Con essi, i frenetici ritmi della vita quotidiana lasciano il posto al lento incedere dei Perdoni. Il moto silenzioso di persone di tutte le età si riunisce per le vie del centro al seguito delle Processioni dei Misteri e dell’Addolorata. I Riti risalgono al 1703 quando Don Diego Calò, marito della nobile tarantina Ippolita Imberverato, ordinò a Napoli le statue del Cristo morto e della Madonna Addolorata. Da allora, Don Calò radunò le confraternite di Taranto per la processione del Venerdì Santo alla quale si aggiunsero, negli anni successivi, altri simulacri raffiguranti i momenti salienti della Passione e della Morte di Gesù. Può credere, definirsi agnostico o proclamarsi ateo ma al richiamo delle tradizioni un tarantino difficilmente resiste. Un modo di vivere una terra amara e bellissima.

In questi giorni il team della Lonely Planet, la casa editrice che pubblica le guide tra le più note al mondo nel settore viaggi e turismo, ha visitato Taranto. Il gruppo internazionale è a lavoro per la realizzazione di due progetti mirati ad esaltare la bellezza della città. L’idea è quella di rilanciarla sul piano del turismo riconoscendole il ruolo di protagonista che merita. 

Quando mi chiedono cosa sia la felicità, io penso sempre al mare. Al mio, ovviamente.