Il sorriso nell’arte tra sensualità ed erotismo. Come interpretare il volto delle opere

Il sorriso è un elemento importante nella fisionomia delle persone e nel godimento della vita in generale. Descrive la gente in un modo unico: pensiamo al ritratto di Alessandro Manzoni realizzato da Francesco Hayez, opera che ha fatto la storia.

Potremmo mai immaginare un Manzoni differente? Non sappiamo se lo scrittore fosse realmente così, ma per noi quell’immagine equivale al vero in quanto è sin dai libri di scuola che l’ammiriamo. Dunque abbiamo sempre avuto l’impressione che l’autore dei Promessi sposi fosse dotato di uno sguardo perso, un colorito spento e pensieroso; incuranti del fatto che i ritratti riproducono un singolo momento e non una vita.

Ritratto di Alessandro Manzoni di Francesco Hayez - ADO Analisi dell'opera
Ritratto di Alessandro Manzoni (1874), Francesco Hayez. Pinacoteca di Brera.

Le opere sono influenzate dal sentimento che vuole trasmettere l’artista; e di conseguenza esse condizionano le espressioni dei visitatori di una mostra o di un museo. Se notiamo un viso dal volto triste automaticamente esso ci comunica una sensazione di vuoto; più probabile allietarsi alla vista di un bel viso sereno e sorridente.

Ma quando l’espressione non è chiara come si fa ad interpetarla?

Noi ti offriamo una soluzione a questo dilemma. Ti chiediamo solo qualche minuto del tuo prezioso tempo. Buona lettura!

Nell’articolo troverai i seguenti temi:

  • La Gioconda: un’icona grazie al sorriso
  • Caravaggio: i volti dei Bacchini
La Gioconda: storia, descrizione e significato del dipinto di Leonardo |  Studenti.it
Gioconda (1503), Leonardo da Vinci. Museo del Louvre, Parigi.

La Gioconda: un’icona grazie al sorriso

Non si può non citare l’espressione più studiata nella storia dell’arte: la Gioconda di Leonardo da Vinci; che non esprime un vero e proprio sorriso ma mostra solo un accenno. Uno studio svolto nel 2019 dall’Università di Friburgo ha però certidicato che quella della Gioconda è un’espressione di felicità.

Proprio il volto ambiguo della Monna Lisa ne ha determinato nei secoli il successo di un’opera diventata icona di tutta la Storia dell’Arte. Del resto il nome associato all’opera si rifà all’espressione del volto della donna: è giocondo chi gode di una soddisfatta serenità e lo dimostra. Attorno alla figura del soggetto rappresentato da Leonardo però vige un alone di mistero.

L’espressione della Gioconda

Una teoria diffusa tra alcuni studiosi esprime che fosse la femminilizzazione dell’autoritratto dell’autore. Leonardo ha vuoluto specchiarsi come fosse una donna? Dunque il cenno di sorriso sul dipinto rispecchia il suo stato d’animo? Sarebbe una possibilità interessante e molto profonda.

Secondo il ricercatore Silvano Vincenti, invece, Lisa Gherardini fu la prima modella di cui l’autore si avvalse per realizzare il dipinto; successivamente però l’avrebbe completato grazie alle forme di Gian Giacomo Caprotti detto Salai. Quest’ultimo era allievo di Leonardo, e secondo il ricercatore tra i due intercorreva un rapporto amoroso che faceva dello studente il giovane amante del maestro. Teoria che però ad oggi non è stata certificata. Ma nel caso vorrebbe dire che da Vinci avrebbe compiuto il volto del capolavoro con un’anelito di sensualità ispirato dall’amore.

Svariate sono le opere che propongono ritratti di personaggi, noti o meno noti, dotate di un sorriso caratteristico; e noi ne abbiamo selezionati alcuni in un post sul nostro porfilo instagram che puoi trovare qui in basso.

Caravaggio: i volti dei Bacchini

In tutti i suoi dipinti Caravaggio ha prestato molta attenzione nel raffigurare l’espressione dei volti; contornandoli di chiaroscuri che donano carnosità ai soggetti. Quello che stupisce è la differenza che si nota tra tutti i Bacchini da lui realizzati. In quello del 1593 (foto in basso), conservato presso Galleria Borghese a Roma, il viso accenna un sorriso amaro. Come se il soggetto fosse stato scoperto nel fare qualcosa che non doveva fare. Sensazione alimentata anche dalla gestualità del resto del corpo.

Espressione del Bacchino Malato di Caravaggio (1593). Conservato presso Galleria Borghese a Roma.

Due anni dopo Caravaggio realizzerà un altro Bacchino (foto in basso), ora conservato presso gli Uffizi di Firenze. Va considerato che rispetto all’opera precedente il Merisi propone come soggetto un Bacchino adolescente; sempre giovane ma forse più maturo del primo, nonostante la linearità del volto. Caravaggio costruisce un collegamento temporale tra le due opere e lo dimostra nell’espressione delle labbra del soggetto; che pare come se già ragionesse da divinità, guardando lo spettatore dall’alto verso il basso.

Espressione del Bacco Adolescente di Caravaggio. Uffizi di Firenze.

In mezzo a questi due volti, l’artista propone un Fanciullo con canestra di frutta (1593-94, foto in basso), con le sembianze di un terzo Bacchino. Volto esausto, che però contraddice il colorito vivido del ragazzo e della frutta che tiene fra le mani. Le labbra sono leggermente aperte, ed è davvero difficile interpretare se sia un’espressione di felicità o meno.

In questo senso vanno analizzati anche gli aspetti esterni come lo sfondo cupo e tetro, che indicherebbe la condizione del giovane in contrasto al resto del mondo (la frutta). Inoltre il dipinto (nella foto in alto) che realizzerà successivamente ci facilita il compito: Caravaggio riproduce con l’espressione del viso e delle labbra un giovinotto stanco e stufo, come suggerisce la credenza di divinità pagane annoiate dalla loro condizione di onnipotenza.

Fanciullo con canestro di frutta - Wikipedia
Fanciullo con canestra di frutta. Galleria Borghese a Roma.

Quello che abbiamo cercato di comunicare in questo articolo è che le forme del viso e del volto nelle opere d’arte, così come nella vita reale, dipendono dal contesto. Nascondono spesso misteri che rimarranno irrisolti; emozioni, sensazioni e problemi che non possiamo immaginare. Allo stesso modo di quando incontriamo gente di cui non sappiamo le vicende; meglio non semplificare mai e approfondire i sospiri dei volti.

È importante leggere le biografie degli artisti, degli scrittori, dei registi. Perchè nessuno è talmente forte da distaccarsi dal proprio contesto, anche quando produce arte.

E tu sei d’accordo con questa analisi? Scrivici nei commenti cosa ne pensi.

Pubblicato da Cosimo Guarini

Copywriter freelance. Storyteller. Addetto Digital Marketing e Social Media. Professionista dei Beni culturali.

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