TRA STORIA E LEGENDA: TARANTO, NON SOLO ILVA

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a cura di Alessia Amato

Visualizza Scheda Redattrice

Potrebbe essere un primo piano raffigurante Alessia Amato e muro di mattoni

Raccontare o tentare di descrivere le proprie radici non è mai facile. Soprattutto, se si tratta di una terra oggetto di luoghi comuni difficili da sfatare. Si rischia di apparire troppo imparziali, emotivi o semplicemente banali. Eppure, quelle strade percorse tante volte che conosco a memoria, mantengono un fascino sul quale è impossibile non soffermarsi. 

Taranto, per me, è amore e odio. Una relazione turbolenta, fatta di alti e bassi, alla quale però non so rinunciare. Da qualche anno a questa parte, quando si parla di lei, il discorso inevitabilmente cade sull’Ilva e su tutto quello che essa comporta: inquinamento e morte. L’Ilva è il più grande siderurgico d’Europa, attivo dagli anni ’70 circa e tremendamente inquinante. Lo sa bene la terra che ogni giorno calpestiamo, lo sanno bene gli operai costretti al silenzio da un pesante ricatto salute – lavoro che pesa sulle loro coscienze, lo sa bene l’aria fatta di polveri che intossicano e uccidono. 

Il Castello Aragonese di Taranto - Monumento - Italyra
Castello Aragonese, Taranto.

Eppure, credetemi, Taranto è più di tutto questo. Taranto è storia, capitale della Magna Grecia, scelta per la sua felice posizione sul mare. Taranto è bellezza, per il Castello Aragonese e le Colonne Doriche. Taranto è accoglienza, con un porto pieno di pescatori ogni mattina e di cozze famose in tutto il mondo. Taranto è la Città Vecchia, il suo cuore pulsante con le viuzze strette tra palazzi antichi e i panni stesi al sole. È la bellezza di un tramonto di cui godere dal suo lungomare con il Ponte Girevole che si alza ad ogni passaggio di nave. 

Curiosi? Allora, seguitemi.

Taras, l’antica colonia spartana, vanta un glorioso passato e rappresenta una tappa molto interessante da un punto di vista artistico – culturale. Morfologicamente rara, fu scelta per la sua singolare posizione a cavallo tra due mari: il Mar Grande e il Mar Piccolo e come ambiente ideale per lo sviluppo di una flora e di una fauna in grado di ospitare i delfini insieme alle isole di San Pietro e Paolo

Il Castello Aragonese, collocato nel punto più estremo del Borgo Antico, vanta una lunga storia da poter ammirare partecipando alle visite guidate organizzate tutto l’anno a cura della Marina Militare. La fortezza fu edificata nel 1486 sulla base di una struttura di epoca normanna mantenendo, come nucleo centrale, una fortezza realizzata dai Bizantini per proteggersi dai Saraceni. 

Le Colonne Doriche, resti del Tempio di Poseidone, salutano i turisti in vacanza che oltrepassano il Ponte Girevole pronte a narrare storie di epoche lontane. Ancora oggi non si sa esattamente a quale dio pagano fosse dedicato questo grande tempio. Il ritrovamento di alcune statuette in terracotta raffiguranti figure femminili ha portato alla luce una teoria secondo la quale il complesso monumentale fosse dedicato ad una dea tra Artemide, Persefone ed Era.

Accanto al sito archeologico nel quale si ergono le Colonne Doriche, troviamo la principale via di accesso alla Città Vecchia, via Duomo, che conduce direttamente alla Cattedrale di San Cataldo nella quale sono custodite le reliquie del santo patrono della città. Trovo molto suggestiva la festa patronale in onore del santo, celebrata dall’8 al 10 maggio, in occasione della quale le imbarcazioni dei diversi rioni cittadini si sfidano in un palio via mare.

Lungomare di Taranto - YouTube
Lo splendido lungomare di Taranto.

Tornando alla città ferma, è possibile ammirare il Lungomare della città ed il Golfo di Taranto che d’estate si colora di mille tinte diverse che, riflettendosi nelle acque, donano ai passanti uno spettacolo suggestivo sempre originale. Un lungomare “in quota” uno dei più alti che esistano che fu realizzato nel 1400 per esigenze difensive. Ai giardini pensili sottostanti si accede attraverso una rampa di scale che termina direttamente sugli scogli. Quando, ad esempio, mi sento triste o ho solo bisogno di staccare da tutto mi rifugio su questi scogli e, munita di cuffie, ascolto la musica pensando a quanto sia stata fortunata a nascere qui. 

Dalla ringhiera della Città Vecchia è possibile ammirare le Sirene di Taranto. Realizzate dallo scultore Francesco Trani, costituiscono una cornice suggestiva per chi osserva la città dal mare. Anche loro hanno una leggenda degna di nota, la leggenda di Skuma: una fanciulla sposata ad un pescatore, un giorno cedette alle lusinghe di un altro uomo. Il marito, tradito ed offeso, la spinse in acqua e le sirene, arrivate in soccorso alla ragazza e colpite dalla sua bellezza, la incoronarono loro regina con il nome di Skuma. Nel frattempo, il pescatore si pentì del suo gesto e l’unico modo per salvare la sua amata era raccogliere il fiore di corallo bianco dal giardino delle sirene. Alla fine riuscì a liberare la moglie, gettando le sirene nella più totale disperazione.

Le Sirene di Taranto: una storia d'amore | by Le Barchette Taranto | Medium
Le Sirene di Taranto.

A chi sceglie la mia città come méta turistica, consiglio sempre di visitare il MARTA. Chi è? È l’acronimo di Museo Archeologico di Taranto. Ha l’onore e la responsabilità di illustrare le antiche origini della comunità ionica. E devo ammettere che assolve bene al suo compito. Il Museo si trova nel centro, superato il Ponte Girevole che collega la parte vecchia al borgo fatto di case ottocentesche, strade ampie e piazze. È uno dei musei archeologici più grandi d’Italia e custodisce, al proprio interno, una collezione vastissima che va dall’età preistorica all’età medievale soffermandosi su quella, forse, più importante per comprenderne le origini: la greca. La polis è narrata, al suo interno, attraverso i segni tangibili che ha lasciato: segni non troppo evidenti alla luce del sole essendo una città cresciuta su se stessa, con una continuità di vita che non ha conosciuto interruzioni ma fatta di ritrovamenti sporadici sufficienti a delineare l’organizzazione dello spazio urbano. 

Museo Nazionale Archeologico di Taranto - MArTA - Puglia
MARTA. Scultura con la Testa di Eracle all’ingresso del Museo.

Un appuntamento imperdibile per i tarantini è quello dei Riti della Settimana Santa nei giorni che precedono la Pasqua. Con essi, i frenetici ritmi della vita quotidiana lasciano il posto al lento incedere dei Perdoni. Il moto silenzioso di persone di tutte le età si riunisce per le vie del centro al seguito delle Processioni dei Misteri e dell’Addolorata. I Riti risalgono al 1703 quando Don Diego Calò, marito della nobile tarantina Ippolita Imberverato, ordinò a Napoli le statue del Cristo morto e della Madonna Addolorata. Da allora, Don Calò radunò le confraternite di Taranto per la processione del Venerdì Santo alla quale si aggiunsero, negli anni successivi, altri simulacri raffiguranti i momenti salienti della Passione e della Morte di Gesù. Può credere, definirsi agnostico o proclamarsi ateo ma al richiamo delle tradizioni un tarantino difficilmente resiste. Un modo di vivere una terra amara e bellissima.

In questi giorni il team della Lonely Planet, la casa editrice che pubblica le guide tra le più note al mondo nel settore viaggi e turismo, ha visitato Taranto. Il gruppo internazionale è a lavoro per la realizzazione di due progetti mirati ad esaltare la bellezza della città. L’idea è quella di rilanciarla sul piano del turismo riconoscendole il ruolo di protagonista che merita. 

Quando mi chiedono cosa sia la felicità, io penso sempre al mare. Al mio, ovviamente.

Pubblicato da Cosimo Guarini

Sono laureato in Beni culturali e mi occupo della realizzazione di contenuti per il web. Gestisco la pagina Facebook L'isola di Omero.

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