OLTRE LA TELA: LA TERRAZZA DEL CAFFÈ LA SERA DI VAN GOGH

Vincent Van Gogh è considerato uno dei più grandi artisti di sempre. Fu un pittore estremamente sensibile ed un uomo tormentato dal malessere psichico che si manifestava con violenti attacchi di panico e vivide allucinazioni. 

Nacque a Zundert, in Olanda, nel 1853 ma la sua vita fu legata, in particolare, alla Francia e a tre città: Parigi, Arles e Auvers – sur – Oise. A Parigi, Van Gogh arrivò su invito del fratello Theo che curava una galleria d’arte a Montmartre. Nella capitale francese, all’epoca epicentro dell’arte mondiale, Vincent ebbe l’opportunità di conoscere e stringere amicizia con artisti importanti quali Signac, Gauguin e Henri de ToulouseLautrec

Credit: Getty Images/GraphicaArtis

Nel 1888 si trasferì con Gauguin ad Arles, in Provenza, spinto dal sogno di creare una comunità di artisti. Qui iniziò una serie di ritratti, vedute e composizioni floreali. Creò opere luminose realizzate con superfici e pennellate di colore puro. In questo periodo dipinse i suoi quadri più celebri, con uno stile nuovo ed autonomo. Vivificò il colore rendendolo violento, a tratti caldo ed intenso, trasmettendo nelle tele i propri stati d’animo. L’esperienza di Arles fu molto forte, appassionata ma anche distruttrice, di disperata eccitazione. Venne ricoverato diverse volte in ospedale psichiatrico: i diversi alti e bassi che lo colsero li ritroviamo nelle sue opere e in quei tratti che, nei periodi di crisi, passavano da un andamento sinuoso ad uno vorticoso. 

Van Gogh non dipinse mai per ottenere in cambio denaro o ammirazione ma fu sempre spinto da una necessità interiore, dall’ impulso di dare una precisa immagine di sé al mondo. La convivenza con l’amico Gauguin non fu mai idilliaca ma, al contrario, fu caratterizzata da continue ed accese discussioni che lo spinsero persino ad amputarsi un orecchio e che li portò a separarsi definitivamente. Prima di giungere a questa decisione, Vincent era solito fare lunghe passeggiate serali per studiare l’ambiente notturno e trovare l’ispirazione per nuovi lavori. A Place du Form, era solito frequentare un locale che gli ricordava un brano tratto dal Bel Ami di Guy De Maupassant che lo aiutò a realizzare La terrazza del caffè la sera

Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles - Wikipedia
Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles (1888) . Vincent Van Gogh, Museo Kröller-Müller.

In questo dipinto, egli rappresentò la sua prima notte stellata. Vincent non scelse di entrare nel locale, preferendo concentrarsi su ciò che accade sotto un cielo stellato. A destra, le finestre delle case illuminate e a sinistra il giallo squillante del locale, con i suoi tavolini e i suoi clienti. Lo spettatore, guidato dai variopinti ciottoli del selciato, è quasi condotto verso quella luce, percependo il desiderio di godersi la magica atmosfera in compagnia degli altri avventori del locale, i cui volti però non riusciamo a distinguere. 

La pennellata dell’artista, di solito nervosa e frammentata, pare qui distendersi e rilassarsi indugiando sui piccoli dettagli e donando alla scena quell’atmosfera di festosa quiete che raramente si coglie nella serie di notturni realizzati successivamente. La sua bellezza è dovuta ad una serie di diversi elementi: il contrasto tra le tonalità accese giallo–arancio e quelle blu–viola che hanno prodotto un rapporto cromatico essenziale e complementare. A sinistra della tela, difatti, è possibile notare come i colori caldi utilizzati per rappresentare il caffè esprimono una sensazione di sicurezza e di conforto a differenza dei colori freddi del cielo che lo fanno sembrare ancora più lontano. 

In Terrazza del caffè, la sera, Place du Forum, Arles Vincent Van Gogh sembra che utilizzi un linguaggio nuovo rivelando l’altra metà della sua anima: quella che, per un attimo, abbandona il tormento interiore e si concede un momento di pace lasciandoci immaginare che, posati i pennelli, si sia per un attimo accomodato ad uno dei tavolini e abbia ordinato da bere.

Alessia Amato per L’isola di Omero

Pubblicato da Cosimo Guarini

Copywriter freelance. Storyteller. Addetto Digital Marketing e Social Media. Professionista dei Beni culturali.

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