PERCHÈ PROCIDA È STATA SCELTA COME CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022?

”La cultura non isola”

È un po’ questo il leitmotiv che accompagna Procida verso il titolo di capitale italiana della cultura 2022. La cittadina del napoletano ha saputo offrire un’immagine adeguata alla sua condizione geografica, associandola agli aspetti culturali di un territorio ricco di risorse.

Perché, diciamocelo, spesso nella concezione comune i posti da cartolina, belli da vedere e attrezzati di splendidi paesaggi, sono spesso oggetto di considerazioni semplicistiche secondo cui in tali luoghi ci si può recare solo per il sole, il mare, o il (sublime) cibo.

La presentazione proposta durante la candidatura di Procida ha saputo dimostrare sicuramente il valore di una comunità dalla storia profonda: a tal proposito, i recenti ritrovamenti archeologici sulla vicina isola di Vivara (un tempo collegata a Procida) fanno ritenere che l’isola fosse già abitata intorno al XVI – XV secolo a.C., probabilmente da coloni Micenei.

Assessore Carannante: «Valorizziamo i reperti archeologici di Vivara per  incentivare il turismo culturale e la coscienza ambientale» | Il Procidano
Rilievi archeologici nella zona.

Dunque, le bellezze che i visitatori potranno ammirare presso la cittadina isolana nell’anno della sua nomina forniscono un mix perfetto: da una parte la presenza di testimonianze artistiche tangibili con mano; dall’altra l’identità storica di un luogo che vive di bellezza e semplicità quotidiana, come testimonia il suggestivo porto ornato dei profumi e degli odori caratteristici del territorio napoletano.

Capitale Cultura: Procida si presenta con 44 progetti - Campania - ANSA.it
Vista della città dal porto di Procida.

Il riferimento al motto della candidatura (citato all’inizio dell’articolo) porta inevitabilmente all’associazione tra isolamento e isola non solo come riferimento lessicale, ma trova nella vittoria di Procida anche una relazione con la trasformazione del mondo della cultura e dei viaggi al tempo del Covid 19.

La possibilità di vivere a pieno il luogo, potendone apprezzare le tipicità all’aria aperta senza per forza concentrarsi in musei o luoghi chiusi, come probabilmente sarebbe accaduto con cittadine più grandi o dell’entroterra del Paese, ha avuto un aspetto determinante nella scelta di Procida.

Le barchette poste sul lungo mare e i colori variopinti delle case che si apprezzano arrivando sul posto, rendono visibile uno spettacolo che già annualmente attira molti turisti, e che per il prossimo anno è destinato ad attrarre molta più gente. Si può dire, senza troppo timore di essere smentiti, che Procida è un piccolo museo a cielo aperto.

Voi cosa ne pensate? La vittoria è stata meritata?

Cosimo Guarini per L’isola di Omero.

Pubblicato da Cosimo Guarini

Sono laureato in Beni culturali e mi occupo della realizzazione di contenuti per il web. Gestisco la pagina Facebook L'isola di Omero.

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