Cristoforo Colombo: l’uomo del nuovo mondo. Ma ora viene criticato

Cristoforo Colombo nasce nel 1451, ma non ci sono documenti che certificano con chiarezza il suo luogo di origine. Secondo i genovesi è nato a Genova, secondo i portoghesi in Portogallo, secondo i greci in Grecia. Sappiamo con certezza, però, che suo padre era un tessitore che esercitava la propria attività nella città ligure.

Cosa troverai nell’articolo?

  • La vita di Colombo: tra mito e difficoltà
  • Il pensiero su Colombo oggi
  • Il nostro pensiero

Buona lettura!

La vita di Colombo: tra mito e difficoltà

Così Cristoforo segue la professione paterna e comincia a viaggiare per mare al servizio di varie compagnie commerciali. Va a vivere in Portogallo, lì si sposa e diventa padre. Elabora il primo progetto per raggiungere le Indie navigando verso Occidente; il Re di Portogallo però non gli finanzia la spedizione. Colombo allora si trasferisce in Spagna, dove i sovrani Ferdinando e Isabella lo appoggiano.

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Ritratto di Cristoforo Colombo.

Il 3 agosto 1492 salpa dal porto di Palos con 120 uomini e una flotta di tre navi: la Nina, la Pinta e la Santa Maria. A Ottobre sbarca in quelle che oggi si chiamano Bahamas e scopre un arcipelago che ribattezza San Salvador. Poi è la volta di Cuba e Haiti. A Marzo ritorna fieramente a Palos, anche se pensa solo erroneamente di aver toccato un nuovo continente. Infatti chiamerà quelle terre da lui scoperte ”Indie Occidentali” e i suoi abitanti indiani.

Negli anni seguenti organizza altre tre spedizioni. Intorno alle sue vicende, però, inizia a spegnarsi l’entusiasmo: durante la seconda presso le Antille scoppiano delle ribellioni e Colombo viene addirittura arrestato da un inviato del Re.

In Spagna, dopo la morte della sua protettrice, la regina Isabella, Colombo trova un ambiente ostile. I suoi viaggi sembrano non interessare a nessuno. Muore un po’ triste e dimenticato a cinquantasei anni.

Il pensiero su Colombo oggi

Columbus Day 2019 a New York: quando si festeggia, eventi e storia
Parata Columbus Day di New York nel 2019.

Il 12 ottobre è la data in cui si celebra la scoperta dell’America, meglio nota come Columbus Day. Parate e sflilate ricordano il navigatore da cui ebbe effettivamente inizio la civiltà occidentale nel continente americano. In particolare è vissuta come una festa italo-americana, che gli statunitensi di ogirine italiana sentono loro, rivendicando la vicinanza con il grande navigatore.

Dopo la morte ingiusta dell’afroamericano George Floyd nel 2020 a causa di un poliziotto di origine caucasica, però, si sono intensificate alcune proteste che andavano avanti da anni. I moti contro il razzismo verso le minoranze etniche negli Stati Uniti, cultimati con l’azione del gruppo Black Lives Matter, hanno portato all’abbattimento di molte statue di personaggi controversi per lo schiavismo.

George Floyd, statua di Cristoforo Colombo abbattuta a St Paul in  Minnesota. FOTO
Manifestanti che fanno cadere una statua di Colombo a St. Paul in Minnesota (U.S.A.)

Tra queste vi è quella di Colombo, a cui purtroppo sono contestate azioni come la tratta degli schiavi. I cittadini di origine nativa americana hanno contribuito alle proteste tanto da ottenere nel 2021 l’istituzione della Giornata Nazionale della cultura dei nativi americani (Native American National Heritage Day). Il riconoscimento è arrivato da parte del Presidente Joe Biden, che ha istituito la ricorrenza sempre per il 12 ottobre, proprio come il Columbus Day.

Il nostro pensiero

Questa concomitanza faciliterà la condivisione e il confronto fra idee o ne aumenterà i conflitti? È una domanda naturale da porsi; visto che da un lato ci sono persone che giustamente rivendicano una rivalutazione storica, che si discosti da alcune prospettive razziste; dall’altro c’è il diritto di una folta parte di pensiero che si rifà al conservatorismo dei valori culturali secondo cui si è fondato il Paese.

La questione però va oltre i confini statunitensi e interessa tutte le altre culture. La parità totale è raggiungibile? Le minoranze devono vivere all’ombra? Per quest’ultima domanda la risposta è sicuramente no!

Certo è che diventa complicato adattare un’intera maggioranza ad una minoranza! Si rischia di creare più tensioni di quante già ce ne siano. Ottima idea quella di dar vita ad una giornata che faccia ritrovare i nativi americani nei loro valori; forse sarebbe stato più opportuno dargli spazio in un’altra data per garantire a tutti la possibilità di omaggiare la propria cultura di riferimento nel modo appropriato.

E tu cosa ne pensi? Questo articolo ti è stato utile? Faccelo sapere nei commenti.

Pubblicato da Cosimo Guarini

Copywriter freelance. Storyteller. Addetto Digital Marketing e Social Media. Professionista dei Beni culturali.

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